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IL COLORE

  • sentichevino
  • 12 mar 2024
  • Tempo di lettura: 3 min

Tonalità, sfumature e vivacità... Capire un vino dallo sguardo



Può sembrare una semplice caratteristica ed invece è molto di più. Il colore è affascinante ed è la prima cosa che ci colpisce di un vino, il detto "anche l'occhio vuole la sua parte" nel contesto vino è assolutamente vero. Nella vita tutto quello che ha un bell'aspetto ci colpisce e anche nel vino spesso è così. Ma da che cosa dipende il colore del vino?

Dal punto di vista strettamente produttivo il colore del vino deriva dalla buccia, questo è il motivo per il quale da un'uva bianca si possono produrre solo vini bianchi, mentre invece da uve nere si possono produrre vini rossi, rosati e bianchi. In maniera del tutto banale e semplicistica il colore è influenzato dal tempo che le bucce stanno a contatto, in macerazione, con il mosto liquido. Ora che sappiamo che il colore dipende principalmente dalla lavorazione delle bucce, cerchiamo di capire cos'altro ci può rivelare il solo sguardo di un calice di vino. L'analisi visiva, chiamata così dai tecnici di settore, ci fornisce degli spunti per capire se un vino è giovane oppure ha un po' di anni alle spalle, possiamo capirne il territorio di provenienza, il metodo di produzione e anche la tipologia di uva impiegata. E' difficile? Si all'inizio si, l'esperienza conta tanto però ora vi fornirò dei suggerimenti che a me hanno aiutato tanto e che ancora oggi applico costantemente. Innanzitutto il vino deve avere un bell'aspetto, per bello intendo che deve essere invitante deve essere luminoso, ci deve indurre a bere. La prima cosa da fare è valutare la limpidezza, per limpidezza si intende un vino che al di la del colore non ha particelle in sospensione. Occhio però, la non limpidezza non è sinonimo di poca qualità soprattutto oggi dove troviamo sempre più spesso prodotti naturali, non filtrati e con procedimenti di lavorazione che tendono a lasciare il vino il più puro possibile. La seconda cosa da fare è inclinare il calice su uno sfondo chiaro per capire qual é la matrice del colore. Colori freschi come rosso porpora o rubino sono spesso sinonimo di gioventù e di lavorazioni che escludono il legno, al contrario colori come granato e/o aranciato ci fanno pensare a passaggi in legno. Non è però una regola assoluta, perché ci sono vitigni come il Montepulciano che tengono tantissimo la tonalità del colore, e altri come ad esempio il Nebbiolo che anche in gioventù non colorano mai tanto. Allora un piccolo trucco per capire se un vino è giovane o meno, se un vino è stato lavorato in acciaio-cemento o in legno è quello di guardare le sfumature. Le sfumature del vino le troviamo sui bordi del calice inclinato, per intenderci in quella parte dove c'è poca quantità di prodotto. Sfumature granate-aranciate nei vini rossi ci annunciano un quasi certo affinamento in legno, sfumature dorate-ambrate nei vini bianchi ci farà pensare a vini che hanno subito passaggi in legno o azioni ossidative come ad esempio i vini in anfora. Prestiamo attenzione anche alla luminosità e lucentezza, più ne abbiamo e più probabilmente quel vino viene da terreni che donano caratteristiche vivaci di acidità (l'acidità nel vino è sinonimo di bevibilità, per intenderci è quella caratteristica che ci fa salivare che ci fa venire la voglia di bere ancora e ancora). Anche la trasparenza ci aiuta tanto, è dovuta dai pigmenti coloranti della buccia, per questo motivo con l'esperienza sarà più facile riconoscere un Montepulciano color rubino intenso e profondo rispetto ad un Nebbiolo che è di color rosso rubino scarico e trasparente. Consigli di allenamento: fare una degustazione con la stessa tipologia di vino, ad esempio Chianti Classico, della stessa azienda ma di diverse annate vi farà capire il cambiamento dovuto dalla diversa età del vino. Fare una degustazione di una tipologia di vitigno, ad esempio Sangiovese, ma di territori diversi invece vi farà capire meglio le differenza tra una zona e l'altra. Se prestiamo attenzione al colore sarà poi più facile scoprire i profumi e capire il sapore. Da oggi stesso, fateci caso non dite più solo rosso o bianco; spingetevi oltre osservate le sfumature, la tonalità , la vivacità e la luminosità sarà divertente poi andare a bere un vino che voi già in parte avete riconosciuto solo con gli occhi.

E ricordatevi... IL VINO NON SI STUDIA, SI BEVE


JACOPO NALDONI



 
 
 

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