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IL VINO SENZA SOLFITI NON ESISTE

  • sentichevino
  • 23 mar 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

IL VINO SENZA SOLFITI NON ESISTE

 

Lo so è una frase che può destabilizzare qualcuno, ma è la realtà e di questo periodo storico è sempre più frequente la richiesta dei vini senza solfiti. Sono sempre di più le persone che si avvicinano al mondo vino e alcune di esse sono super attente alla produzione; che sia essa Biologica, Biodinamica e/o Naturale spesso il consumatore richiede vino senza solfiti. Questo crea da una parte la consapevolezza che il cliente è molto attento alla salute e alla qualità dei prodotti, dall’altra un po’ di scettiscismo da parte degli operatori del settore in quanto il vino senza solfiti non esiste… Ma allora come è possibile che si è arrivati a questa esigenza/richiesta? Il motivo è abbastanza semplice, quando si parla di vino senza solfiti bisognerebbe specificare “Vino senza solfiti aggiunti”. Cerchiamo di fare chiarezza. I solfiti sono dei conservanti naturali, hanno il compito di preservare la qualità degli alimenti dall’ossidazione. Nel caso del vino i solfiti si sviluppano in maniera del tutto naturale durante il processo di fermentazione ed hanno il ruolo di mantenere la qualità del vino nel tempo combattendo in primis la naturale ossidazione del vino. In alcuni casi oltre ai solfiti naturali, il produttore può decidere nei termini consentiti dalla legge di aggiungerne altri. Questa decisione può derivare dal fatto che il produttore vuole avere una maggior garanzia di poter mantenere le caratteristiche del vino più a lungo nel tempo; oppure semplicemente perché i solfiti naturali dati dalla fermentazione sono troppo pochi. A dover di cronaca bisogna anche però dire che a volte, soprattutto nelle annate di scarsa qualità, essendo l’uva non ottimale magari i solfiti aggiunti hanno un ruolo migliorativo per mantenere la qualità del vino nel tempo. Mediamente nei vini di qualità la quantità di solfiti aggiunta è bassa e può variare anche in base alla tipologia. Nei vini bianchi di media la quantità aggiunta è più alta in quanto i rossi hanno già i tannini e alcol che oltre a donare determinate caratteristiche al vino hanno anche un ruolo conservante. Quando si dice che i solfiti fanno male, in realtà ci si riferisce a quelli aggiunti ma soprattutto alla quantità. Eccetto chi è veramente intollerante ai solfiti, per il resto il problema sta tutto nelle quantità. Il sintomo principale di una carica importante di solfiti è il mal di testa; se dopo una giornata di assaggi o di aver bevuto semplicemente un calice di vino sentiamo un mal di testa nauseante mai sentito prima, ecco quello è il segnale che abbiamo bevuto poco bene dal punto di vista qualitativo. Un vino è buono, attenzione non parlo di gusto ma di qualità oggettiva, quando il giorno dopo abbiamo voglia di berne ancora; se abbiamo il rigetto del vino allora probabilmente abbiamo bevuto poco bene. Consiglio? Non bevete più quel vino e quella cantina. In Europa il limite massimo di solfiti aggiunti è di 160 mg/l per i rossi e 210 mg/l per i bianchi… Credimi è altissimo. Per legge quando la quantità è superiore ai 10 mg/l è obbligatorio riportare in etichetta la quantità, quindi quando in un vino trovi in etichetta la scritta “contiene solfiti” comunque significa che non ne ha di più di 10 mg/l.

A volte possiamo trovare in etichetta “senza solfiti aggiunti” in quel caso il produttore ha deciso di non aggiungere nulla garantendo così la qualità del vino grazie ai soli solfiti naturali; spesso questa dicitura la troviamo nelle cantine che lavorano in maniera naturale, o che comunque seguono una filosofia biologica-biodinamica. Per produrre vini senza la necessità di aggiungere solfiti bisogna necessariamente essere molto capaci ad ottenere uve di qualità e mantenere la qualità soprattutto del lavoro svolto in cantina durante tutti i processi; altrimenti il risultato può essere un vino con dei difetti non gradevoli. Attenzione non sto dicendo che chi è capace di fare vino non aggiunge solfiti e chi invece non è capace aggiunge; è solamente un metodo di produzione diverso e anche tipologia di vini diversi. Ad esempio se dovessimo bere solo vini senza solfiti aggiunti probabilmente ci perderemo la maggior parte di vini che hanno grande capacità di invecchiamento come Baroli, Amaroni o Brunelli… I solfiti se presenti in piccole dosi non danno nessun problema.


Detto tutto ciò quando vogliamo bere un vino di questa tipologia dovremmo chiedere tecnicamente “senza solfiti aggiunti


 
 
 

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