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IL FRIGORIFERO ROVINA IL VINO

  • sentichevino
  • 19 mar 2024
  • Tempo di lettura: 3 min

La Cantina e Il Frigorifero ecco le differenze



Disposizione delle bottiglie, protezione alla luce, giusta temperatura, umidità,  odori forti sono le principali cause che rovinano i vini; spesso spendiamo soldi in vini di qualità e poi quest'ultima la compromettiamo a causa della cattiva conservazione. Il frigorifero di casa é ideale per raffreddare il vino, ma non per conservarlo a lungo. Il giusto luogo per conservare il vino è la Cantina, o comunque un ambiente dove non abbiamo luce, abbiamo una temperatura costante senza sbalzi esagerati tra i 10 e i 15 gradi. Possibilmente con un umidità che sta tra il 65% e il 80%, e in assenza di odori forti. Se è vero che il troppo caldo danneggia il vino è altrettanto vero che il freddo rallenta l'evoluzione e può causare la formazione di cristalli; questo è il principale motivo per il quale il frigorifero di casa non va bene. Oltre a questi fattori bisogna ricordarsi che l'umidità è fondamentale per il mantenimento dell'elasticità del tappo, il freddo secco del frigorifero asciuga il tappo in sughero e lo fa staccare dal vetro favorendo il passaggio dell'ossigeno. Per il fattore luce non abbiamo grandi problemi in quattro quella dei frigoriferi domestici si accende solo durante l'apertura; molto più pericolosa però è la gestione dagli odori. Ricordo che il vino è una materia naturale e in quanto tale è viva e respirare quindi odori forti come formaggi, salumi, pesce ecc possono intaccare gli aromi del vino. Il mio consiglio è quindi di tenere il vino in cantina o in un luogo più simile possibile. Se non si possiede una cantina sarebbe buono trovare una stanza idonea. Io ad esempio ho creato la mia cantina in una stanza-ufficio dove non c'è luce se non quella di illuminazione quando ci entro. Gestisco la temperatura tenendo scollegato il riscaldamento e per l'umidità uso due metodi. Quando ne ho troppa accendo un deumidificatore portatile, quando ne ho poca approfitto per stendere il bucato e così risparmio anche i soldi della luce dell'asciugatrice (basta anche un contenitore con un pochino di acqua). Non è  un luogo attraente come la cantina dei nonni o di una casa medievale però almeno mi permette di tenere al sicuro la qualità del vino. Quando arriva il momento di bere il vino bisogna tener conto delle giuste temperature di consumo. Vini serviti troppo freddi non emaneranno in maniera ottimale i profumi, vini serviti troppo caldi faranno sentire tantissimo la presenza dell'alcol. Ecco le temperature ideali di servizio:

Spumanti Metodo Charmat 6/8 °C

Vini Bianchi Giovani e Spumanti Metodo Classico 8/10 °C

Vini Bianchi di Media struttura e rosati giovani di poca struttura 10/12 °C

Vini Rosati strutturati, bianchi passiti e vini liquorosi 12/14 °C

Vini Rossi giovani e poco corposi, vini rossi passiti e liquorosi 14/16 °C

Vini rossi di media struttura 16/18 °C

Vini Rossi strutturati e con qualche anno alle spalle 18/20 °C

QUALCHE TRUCCO PER GESTIRE LA TEMPERATURA:

Una volta scelta la bottiglia da bere applicate un termometro adesivo sulla bottiglia ( li trovate online con facilità o in enoteche specializzate)

Se dovete raffreddare un vino e avete poco tempo, prendete un contenitore tipo secchiello ci inserite ghiaccio e sale grosso e aspettate 10 - 20 minuti e la bottiglia è pronta

Al contrario se dovete alzare di qualche grado la temperatura, magari di un rosso che deve essere bevuto a 18-20 ma in cantina lo avete a 14 un trucco può essere quello di metterlo in un decanter-caraffa per farlo scaldare prima.

Seguendo questi consigli sia di conservazione che di servizio anche a casa avrete la possibilità di bere vino nel modo giusto.

NB: quando al ristorante vi portano un vino rosso eccessivamente caldo, non vergognatevi nel chiedere un secchiello con il ghiaccio (se il cameriere vi dice, come spesso capita, che il rosso non si beve freddo ma a temperatura ambiente gli rispondente che la temperatura ambiente per un rosso è 16-18° C e non 30 come per il Vin Brulè)

IL VINO NON SI STUDIA, SI BEVE


JACOPO NALDONI




 
 
 

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